Il framework APDG-HARMONY dialoga estesamente con la tradizione italiana degli studi sul turismo e sull’economia dei sistemi locali, integrandola con le correnti internazionali della geografia economica evolutiva, della governance adattiva e dell’economia delle esperienze. Le schede che seguono illustrano il contributo specifico di ciascun autore italiano e la modalità con cui tale contributo è stato rielaborato e incorporato nel framework.

Giacomo Becattini (1927–2017)#

Profilo. Economista, professore ordinario di Economia Politica all’Università di Firenze. Principale teorico dei distretti industriali italiani, ha rinnovato la tradizione marshalliana applicandola al capitalismo molecolare italiano.

Contributo principale. Il concetto di distretto industriale come «entità socioterritoriale caratterizzata dalla compresenza attiva, in un’area territoriale circoscritta, naturalisticamente e storicamente determinata, di una comunità di persone e di una popolazione di imprese industriali» (Becattini, 1990). La cifra distintiva del distretto becattiniano è l’indissolubilità tra dimensione economica e dimensione sociale: il mercato del lavoro locale, le istituzioni informali, la cultura produttiva condivisa, la fiducia relazionale sono altrettanto costitutive del distretto quanto le imprese.

Relazione con APDG-HARMONY. Il distretto industriale becattiniano costituisce il precedente analitico del distretto turistico come sistema vitale che Pencarelli & Forlani (2002) sviluppano per il turismo. Il framework APDG-HARMONY eredita da Becattini l’enfasi sulla coevoluzione tra sistema economico e sistema sociale locale, traducendola nel principio di governance policentrica radicata: la DMO non è un’organizzazione esogena che gestisce un territorio, ma un nodo emergente da e responsabile verso la comunità locale.

Opere di riferimento. Becattini, G. (1990). Il distretto industriale marshalliano come concetto socioeconomico. In F. Pyke, G. Becattini, & W. Sengenberger (a cura di), Distretti industriali e cooperazione tra imprese in Italia. Banca Toscana.


Tonino Pencarelli e Fabio Forlani#

Profilo. Tonino Pencarelli è professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Urbino Carlo Bo, dove dirige il Dipartimento di Economia, Società, Politica. Fabio Forlani è ricercatore presso lo stesso ateneo. Entrambi sviluppano la prospettiva dell’economia delle esperienze applicata al turismo.

Contributo principale. L’elaborazione del concetto di distretto turistico come sistema vitale (Pencarelli & Forlani, 2002), che integra la tradizione becattiniana dei distretti con la prospettiva sistemico-vitale (Golinelli, 2000) e con l’economia delle esperienze (Pine & Gilmore, 1999). Il distretto turistico è definito non dalla sola contiguità geografica degli operatori ma dalla «densità e qualità delle relazioni che li connettono»: è un sistema aperto, in continua interazione con l’ambiente esterno, capace di apprendimento e di autorganizzazione.

Relazione con APDG-HARMONY. L’Università di Urbino, istituzione alla quale appartiene Pencarelli, ha svolto il ruolo di catalizzatore accademico nel caso SPiDIT. Il concetto di distretto turistico come sistema vitale fornisce la base teorica per la struttura policentrica del framework e per la concezione della DMO come «orchestratrice agile» piuttosto che come gestore tradizionale. La prospettiva esperienziale di Forlani orienta il disegno dei cluster tematici e la definizione della proposta di valore della destinazione.

Opere di riferimento. Pencarelli, T., & Forlani, F. (2002). Il marketing dei distretti turistici - sistemi vitali nell’economia delle esperienze. Sinergie, 58, 231–277.


Gaetano Maria Golinelli#

Profilo. Professore emerito di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza - Università di Roma. Fondatore dell’approccio sistemico-vitale (ASV) allo studio delle organizzazioni economiche.

Contributo principale. L’approccio sistemico-vitale (Golinelli, 2000, 2010) concepisce l’impresa, e per estensione qualsiasi sistema organizzato, come un sistema vitale: un’entità che persegue la propria sopravvivenza e il proprio sviluppo attraverso la ricerca di consonanza e risonanza con i sovrasistemi di riferimento. Il framework ASV distingue tra sistema (l’entità organizzata), organo di governo (il soggetto che orienta le scelte), struttura (le risorse), e ambiente (i sovrasistemi con cui il sistema interagisce). La vitalità del sistema dipende dalla sua capacità di adattarsi continuamente alle variazioni ambientali mantenendo la coerenza interna.

Relazione con APDG-HARMONY. Il pilastro Harmonized Governance del framework incorpora direttamente la logica sistemico-vitale: la DMO è concettualizzata come organo di governo del sistema-destinazione, responsabile della ricerca di consonanza tra le componenti interne (operatori, istituzioni, comunità) e di risonanza con i mercati e con i macro-trend globali. Il concetto di resilienza trasformativa promosso dal framework riecheggia la «vitalità» golinelliana come capacità di rigenerarsi senza perdere identità.

Opere di riferimento. Golinelli, G.M. (2000). L’approccio sistemico al governo dell’impresa. Cedam. Golinelli, G.M. (2010). Viable Systems Approach (VSA): Governing Business Dynamics. Cedam.


Mariangela Franch#

Profilo. Professoressa ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Trento. Tra le maggiori studiose italiane di management delle destinazioni turistiche alpine e di governance dei sistemi turistici locali.

Contributo principale. L’analisi dei sistemi turistici locali (STL) introdotti dalla legge quadro sul turismo (L. 135/2001) e la loro governance come reti di soggetti pubblici e privati. Franch (2002, 2010) ha documentato le difficoltà operative dei STL italiani - frammentazione istituzionale, conflitti di competenza, assenza di leadership - e ha elaborato modelli di governance più funzionali fondati sulla fiducia relazionale e sulla leadership distribuita.

Relazione con APDG-HARMONY. Le criticità dei STL documentate da Franch costituiscono il punto di partenza negativo dal quale il framework APDG-HARMONY sviluppa la propria proposta di governance policentrica. Il «marketing rituale» criticato da Beritelli & Laesser (2018), citato nel volume, trova una corrispondenza nella descrizione di Franch delle DMO italiane come organizzazioni orientate all’autoreferenzialità piuttosto che all’impatto. Il modello trentino di governance turistica studiato da Franch ispira in parte il secondo livello del policentrismo APDG-HARMONY (consorzi di prodotto e club settoriali).

Opere di riferimento. Franch, M. (2002). Destination management. Governare il turismo tra locale e globale. Giappichelli. Franch, M. (a cura di) (2010). Marketing delle destinazioni turistiche. McGraw-Hill.


Mara Manente#

Profilo. Già direttrice del CISET (Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le massime esperte italiane di statistica del turismo, misurazione degli impatti e sostenibilità delle destinazioni.

Contributo principale. Lo sviluppo di metodologie per la misurazione dell’impatto economico del turismo (Conto Satellite del Turismo, Tourism Satellite Account) e l’analisi della sostenibilità delle destinazioni mature. Manente ha contribuito a definire gli indicatori di capacità di carico delle destinazioni e le soglie critiche di overtourism, con particolare attenzione al caso veneziano come laboratorio estremo delle contraddizioni del turismo di massa.

Relazione con APDG-HARMONY. La tradizione CISET di misurazione statistica informa direttamente il sistema di indicatori della Destination Balanced Scorecard (Appendice J). In particolare, la distinzione tra indicatori di flusso (arrivi, presenze, spesa) e indicatori di stock (qualità delle risorse, soddisfazione della comunità, resilienza ecosistemica) riflette l’approccio manentiano alla sostenibilità. Il concetto di yield olistico del framework APDG-HARMONY amplia la nozione di «valore del turismo» ben oltre la spesa diretta, incorporando le esternalità positive e negative misurate secondo la tradizione CISET.

Opere di riferimento. Manente, M., & Minghetti, V. (2006). Destination management organizations and actors. In D. Buhalis & C. Costa (Eds.), Tourism Management Dynamics. Elsevier.


Francesco Casarin#

Profilo. Professore associato di Marketing all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Specialista di marketing turistico, comportamento del consumatore e strategie di pricing nel settore dell’ospitalità.

Contributo principale. L’elaborazione di un approccio integrato al marketing delle destinazioni che supera la visione promozionale tradizionale per abbracciare una prospettiva di gestione strategica del valore: la destinazione non come luogo da «vendere» ma come sistema di offerta da progettare, comunicare e migliorare in base alla percezione del visitatore e ai dati di mercato.

Relazione con APDG-HARMONY. Il pilastro Market Positioning del framework riprende la logica casariniana del marketing come funzione integrata nella governance della destinazione. In particolare, la critica al «marketing rituale», richiamata nel volume attraverso Beritelli & Laesser ma coerente con l’approccio casariniano, motiva il superamento di modelli DMO centrati sulla comunicazione in favore di modelli orientati all’evidenza e all’impatto misurabile. Il Revenue Management come disciplina di ottimizzazione applicata alle destinazioni è un’area di contatto diretto.

Opere di riferimento. Casarin, F. (1996). Il marketing dei prodotti turistici. Giappichelli.


Arturo Savelli#

Profilo. Professore emerito di Sociologia all’Università di Bologna. Tra i fondatori della sociologia del turismo in Italia, ha analizzato le dinamiche sociali del turismo costiero adriatico con un’attenzione particolare alle comunità locali e ai processi di trasformazione identitaria.

Contributo principale. L’analisi sociologica del turismo balneare adriatico come fenomeno di massa che ha trasformato in profondità le comunità costiere italiane: dall’economia agricola e della pesca all’economia turistica, con i conseguenti processi di de-ruralizzazione, costruzione di nuove identità locali e lock-in nella monocultura balneare. Savelli (2004) ha documentato la dipendenza sentiero delle destinazioni adriatiche molto prima che il concetto diventasse patrimonio della geografia economica evolutiva.

Relazione con APDG-HARMONY. La sociologia del turismo savelliana fornisce la cornice interpretativa del caso SPiDIT come caso di «monocultura balneare» da riorientare. La Riviera del Piceno, con la sua concentrazione stagionale (85% dei flussi tra giugno e settembre) e il suo tessuto di micro-imprese familiari, è una manifestazione emblematica del tipo di sviluppo analizzato da Savelli. Il framework APDG-HARMONY si propone di abilitare quella path plasticity che Savelli non teorizzava ma la cui assenza descriveva.

Opere di riferimento. Savelli, A. (a cura di) (2004). Turismo, territorio, identità. Ricerche ed esperienze nell’area mediterranea. FrancoAngeli.


Nicoletta Buratti#

Profilo. Professoressa associata di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Genova. Ha sviluppato ricerche sulla governance dei sistemi territoriali di produzione dell’esperienza turistica e sul ruolo delle risorse culturali nei processi di sviluppo locale.

Contributo principale. L’analisi del turismo culturale come vettore di sviluppo locale e la governance dei sistemi culturali territoriali come reti di soggetti pubblici e privati che co-producono valore attraverso la valorizzazione del patrimonio. Buratti ha evidenziato il ruolo delle anchor institution - musei, fondazioni, università - come catalizzatori del sistema.

Relazione con APDG-HARMONY. Il cluster «Cultura e Paesaggio» del caso SPiDIT riflette la logica burattiana del turismo culturale come strumento di diversificazione e di riposizionamento identitario della destinazione. Il ruolo del «catalizzatore accademico» (Dipartimenti di Economia delle Università marchigiane) nel caso SPiDIT riecheggia la funzione delle anchor institution descritta da Buratti.

Opere di riferimento. Buratti, N. (2009). Il distretto culturale come modello interpretativo dello sviluppo locale. Sinergie, 79, 97–116.


Harald Pechlaner#

Profilo. Professore ordinario di Turismo alla Cattolica University of Eichstätt-Ingolstadt e direttore del Competence Centre for Regional Development presso EURAC Research (Bolzano). Pur operando in un contesto accademico bilingue (italiano-tedesco), è stabilmente inserito nel dibattito italiano sul management delle destinazioni.

Contributo principale. Lo sviluppo del concetto di destination leadership come capacità degli organi di governo della destinazione di orientare la visione strategica e di mobilitare gli stakeholder verso obiettivi condivisi. Pechlaner distingue tra leadership formale (legittimata dall’autorità istituzionale) e leadership sostanziale (fondata sulla capacità di costruire fiducia e consensus). Solo la seconda produce governance efficace nelle destinazioni policentriche.

Relazione con APDG-HARMONY. La destination leadership pechlanerina è incorporata nel framework come condizione necessaria, ma non sufficiente, per l’efficacia della governance policentrica. Il caso SPiDIT documenta come la disponibilità di una leadership politico-amministrativa credibile (la Provincia di Ascoli Piceno) sia stata un fattore abilitante cruciale per l’avvio del processo partecipativo. Il framework APDG-HARMONY aggiunge al concetto di Pechlaner la dimensione della distributed leadership: la DMO non monopolizza la leadership ma la distribuisce nei diversi livelli del sistema policentrico.

Opere di riferimento. Pechlaner, H., & Weiermair, K. (Eds.) (2000). Destination Management: Fondamenti di marketing e gestione delle destinazioni turistiche. TCI.


Nota metodologica. Le schede bibliografiche sono costruite a partire dai riferimenti citati nel volume Armonia di destinazione (Capanna Piscè & Giraldi, 2026) e sono integrate con una selezione delle opere più significative di ciascun autore. Non costituiscono una rassegna esaustiva della produzione scientifica degli studiosi citati, bensì una guida ragionata alla comprensione del contributo specifico che ciascuno porta al framework APDG-HARMONY.