Questa appendice presenta schede critiche sui quattro principali riferimenti internazionali su cui il volume si confronta sistematicamente, con analisi dei contributi, dei limiti identificati e della posizione del framework APDG-HARMONY rispetto a ciascuno.

F.1 - St. Gallen Destination Management Model® (SGDM®)#

Autori: Beritelli, Laesser & Reinhold (2014; 2020); Ruegg-Stürm & Grand (2015; 2019)

Origini e fondamenti teorici: Il SGDM® affonda le radici nel San Gallen Management Model (SGMM)®, che propone una visione dell’organizzazione come sistema vitale in costante co-evoluzione con il proprio ambiente. Applicato alle destinazioni, ha prodotto un cambio di paradigma dalla concezione della destinazione come «prodotto da vendere» a quella di sistema complesso le cui proprietà cruciali (attrattività, reputazione, resilienza) sono emergenti.

Struttura del modello:

LivelloContenuto
MacroPosizionamento nel contesto competitivo globale: macro-trend, concorrenti, digitalizzazione, sostenibilità
MesoStruttura relazionale interna: reti di attori, catene di servizio, interdipendenze settoriali
MicroComportamenti individuali dei visitatori nello spazio della destinazione

Strategic Visitor Flows (SVF): gruppi omogenei di visitatori che condividono pattern di movimento, tempi di permanenza, mix di attività. La segmentazione è comportamentale (flussi reali) anziché socio-demografica ipotetica. Il ciclo operativo si articola in sei fasi: identificazione e mappatura degli SVF → analisi delle catene di servizio → valutazione delle performance → identificazione di gap e opportunità → definizione di strategie di intervento → implementazione e monitoraggio.

Contributi fondativi riconosciuti nel volume:

  • Visione genuinamente sistemica della destinazione (supera il paradigma supply-driven)
  • Approccio basato sull’evidenza empirica (SVF come strumento diagnostico replicabile)
  • Critica al «marketing rituale» (il «culto del cargo» di Beritelli & Laesser, 2018)
  • Centralità delle catene di servizio come unità di analisi dell’esperienza

Limiti identificati nel volume:

LimiteDescrizione
Sottovalutazione sociologicaLa comunità residente è trattata come fonte di dati o componente funzionale, non come soggetto politico con legittimità propria
Assenza di strumenti per la SLOIl modello non fornisce meccanismi per negoziare la Licenza Sociale di Operare
Rigidità proceduraleIl ciclo a sei fasi presuppone relativa stabilità dell’ambiente; inadeguato in contesti ad alta turbolenza
Centralità implicita della DMOPur ridefinita come «orchestratrice», la DMO resta al centro; non è un policentrismo reale
Focalizzazione sulla domanda attualeGli SVF analizzano turisti già presenti; rischio di sottovalutare la domanda potenziale

Posizione APDG-HARMONY: Evoluzione integrativa, non contrapposizione. Il framework eredita gli SVF come strumento diagnostico, la critica al marketing rituale e la visione sistemica, aggiungendo policentrismo reale, agilità adattiva, giustizia procedurale e integrazione della domanda potenziale.


F.2 - Service-Dominant Logic (SDL)#

Autori: Vargo & Lusch (2004; 2008; 2016)

Ipotesi principale: Il valore non è incorporato in beni e servizi dal produttore e poi «consegnato» al consumatore, ma co-creato nell’interazione tra le competenze operand (risorse e infrastrutture dell’ecosistema) e le competenze operant (conoscenze, motivazioni e capacità del visitatore).

Concetti chiave:

  • Il turista non consuma un prodotto preconfezionato: lo co-produce attraverso le proprie scelte, interpretazioni e azioni
  • Il valore è sempre determinato dal beneficiario (value-in-use, non value-in-exchange)
  • Il servizio (applicazione di competenze per il beneficio altrui) è la base di tutti gli scambi

Nota storica rilevante: Il concetto di consumatore come co-produttore di valore non è un’invenzione della SDL. Grönroos (1990) lo aveva già elaborato nel service management, anticipando la SDL di oltre un decennio. Il contributo di Vargo & Lusch è nell’elaborazione sistematica e nella diffusione internazionale del paradigma.

Applicazione nelle destinazioni (contributo del volume):

  • La DMO non produce esperienze ma progetta le condizioni abilitanti affinché le esperienze possano emergere
  • La destinazione diventa piattaforma di co-creazione (Prahalad & Ramaswamy, 2004)
  • La DMO agisce come «architetto dell’esperienza complessiva»
  • La co-creazione opera a tre livelli nel framework APDG-HARMONY: esperienziale, strategico, del significato

Limite / punto di sviluppo nel volume: La SDL tende a enfatizzare la dimensione tecnica della co-creazione, trascurando le dinamiche di potere e le condizioni di legittimità. Il framework APDG-HARMONY integra la SDL con la governance partecipata e la legittimità sociale come dimensioni strategiche irrinunciabili.


F.3 - Governance policentrica (Ostrom)#

Autore principale: Elinor Ostrom (1990); Ostrom & Cox (2010); Hooghe & Marks (2001)

Ipotesi principale: Né lo Stato né il mercato hanno ottenuto uniformemente buoni risultati nella gestione delle risorse comuni. Le comunità locali sono capaci di auto-organizzarsi per gestire beni comuni in modo sostenibile, a condizione che dispongano di istituzioni appropriate.

Struttura della governance policentrica:

  • Distribuzione dell’autorità decisionale su più centri autonomi ma coordinati
  • Il principio di sussidiarietà: ogni decisione va presa al livello più vicino al problema
  • Non anarchia, ma ordine complesso: livelli autonomi entro un framework di principi e regole condivise
  • Meccanismi di revisione incorporati nel design istituzionale

Otto principi di Ostrom per le istituzioni durature (Governing the Commons, 1990)

  1. Confini chiaramente definiti: chi ha diritto di prelevare dalla risorsa comune è chiaramente identificato
  2. Coerenza tra le regole e le condizioni locali: le norme di approvvigionamento e fornitura si adattano alle specificità del luogo
  3. Disposizioni per la scelta collettiva: la maggior parte degli individui interessati dalle regole operazionali partecipa alla loro modifica
  4. Monitoraggio: i gestori che verificano lo stato della risorsa e i comportamenti degli appropriatori sono responsabili verso gli appropriatori stessi
  5. Sanzioni graduate: gli appropriatori che violano le regole operazionali ricevono sanzioni progressive in base alla gravità e al contesto
  6. Meccanismi di risoluzione dei conflitti: appropriatori e funzionari hanno accesso a arene locali di basso costo per risolvere le dispute
  7. Riconoscimento minimo del diritto di auto-organizzazione: il diritto degli appropriatori a definire le proprie istituzioni non è messo in discussione da autorità esterne
  8. Imprese annidate: attività di approvvigionamento, fornitura, monitoraggio, controllo, sanzione e governance sono organizzate in livelli multipli e interdipendenti

Applicazione nelle destinazioni:

  • La destinazione come bene comune: le sue risorse attrattive rischiano il degrado per sovrasfruttamento se non vengono governate collettivamente
  • La DMO non «comanda» ma «orchestra» (primus inter pares, non vertice gerarchico)
  • I meccanismi istituzionali che prevengono la degenerazione monocentrica: rappresentanza paritetica, maggioranze qualificate, diritti di veto, rotazione delle cariche

Traduzione operativa nel framework APDG-HARMONY:

  • Architettura a quattro livelli (meta-strategico, strategico-operativo, operativo, comunitario)
  • Cinque meccanismi di coordinamento (strutture minime condivise; arene di negoziazione; sistemi informativi; pooling risorse; regole di escalation)
  • Matrice decisionale con meccanismi diversificati per tipo di decisione
  • Scelta della Fondazione di Partecipazione nel caso SPiDIT come traduzione giuridica del principio

Rischio da presidiare: L’isomorfismo istituzionale: replicare strutture partecipative per legittimità senza reale trasferimento di potere (tokenismo).


F.4 - Local turn negli studi turistici#

Autori principali: Higgins-Desbiolles (2018; 2020); Higgins-Desbiolles et al. (2019); Novy & Colomb (2019); Dredge (2022)

Ipotesi principale: La comunità residente non è uno sfondo contestuale ma un soggetto politico dotato di legittimità propria. Il turismo deve essere riorientato verso la giustizia sociale e la fioritura delle comunità locali (Human flourishing, Cheer, 2020).

Concetti chiave:

  • La Social License to Operate: l’accettazione informale e dinamica che una comunità concede allo sviluppo turistico; non può essere data per scontata ma deve essere continuamente negoziata
  • Overtourism: la condizione in cui i flussi superano la capacità di carico fisica, ecologica, sociale e psicologica (UNWTO, 2018); cause strutturali: logica della crescita illimitata, disintermediazione digitale, concentrazione spaziale degli algoritmi
  • Turismo rigenerativo: il turismo come forza risanatrice del territorio, non solo minimizzazione dei danni (Dredge, 2022)
  • Undertourism: territori con potenziale inespresso (borghi, aree rurali) dove il turismo può essere strumento di rivitalizzazione

Casi documentati di crisi della SLO:

  • Barcellona: proteste di piazza, movimenti anti-turismo, effetti sulle politiche locali
  • Venezia: conflitti residenti-turisti, progressivo spopolamento del centro storico
  • Amsterdam: rimozione «I Amsterdam» (2018) come segnale simbolico; strategia «Amsterdam & Partners»
  • Dubrovnik: pressione sui residenti, deterioramento della qualità della vita

Contributo al framework APDG-HARMONY:

  • Il Livello 4 comunitario (residenti, comitati civici, associazioni ambientaliste) come meccanismo di accountability democratica
  • Il cruscotto SLO come sistema di early warning
  • La concezione dell’IIT come costruzione comunitaria, non invenzione della DMO
  • Il turismo rigenerativo come orizzonte strategico della DMO 4.0

Limite del local turn: Tende al descrittivismo critico, analizzando le disfunzioni senza proporre strumenti per governarle. Il framework APDG-HARMONY accoglie la sensibilità critica del local turn traducendola in strumenti operativi (cruscotto SLO, protocollo di conflitto, governance comunitaria).