Questa appendice raccoglie le tavole sinottiche capitolo per capitolo e una checklist di applicazione del framework APDG-HARMONY, ricavate dai box di sintesi e dalle sezioni conclusive di ciascun capitolo del volume.
Tavola sinottica - Capitolo 1: L’ecosistema-destinazione#
| Concetto chiave | Definizione operativa | Implicazione manageriale |
|---|---|---|
| Ecosistema-destinazione | Sistema relazionale territorialmente radicato e a geometria variabile; attori, risorse, residenti e visitatori in interazione dinamica | I confini sono definiti dalle relazioni, non dalle delimitazioni amministrative |
| Prospettiva overlapping | La destinazione emerge dall’intersezione dinamica tra identità territoriale e percezione dei visitatori | La DMO governa la relazione tra offerta e domanda, non solo l’una o l’altra |
| Destinazione ≠ prodotto turistico | La destinazione è l’ecosistema-piattaforma; il prodotto turistico è l’esperienza co-creata | La DMO orchestra l’ecosistema, non vende prodotti |
| Armonia come governo del conflitto | Non assenza di conflitto, ma capacità istituzionale di trasformare antagonismo in agonismo | Investimento deliberato in architettura istituzionale: giustizia procedurale + distributiva + mediazione |
| Destination Balanced Scorecard | Cruscotto multidimensionale: economico, comunitario, ambientale, innovazione | Superamento del solo indicatore quantitativo dei flussi |
| Sistema Complesso Adattivo | Agenti autonomi, interazioni non-lineari, emergenza, adattamento | La DMO non «comanda» ma «orchestra»; pianificazione adattiva con cicli brevi |
Tavola sinottica - Capitolo 2: L’orchestratrice e il business model#
| Concetto chiave | Contenuto | Implicazione manageriale |
|---|---|---|
| Doppia natura della DMO | Facilitazione sociale + competenze manageriali strategiche | Rifiuto sia del «puro facilitatore» sia della «pura agenzia promozionale» |
| Tre forme di legittimità | Regolativa (mandato formale) + normativa (valori condivisi) + cognitiva (competenza riconosciuta) | La legittimità più solida combina tutte e tre |
| Rischio di cattura | I gruppi organizzati tendono a prevalere nei processi decisionali | Meccanismi di rappresentanza paritetica; rotazione; diritti di veto |
| DMO generazioni (1.0–4.0) | Da promotore → marketing → governance → rigenerazione | La transizione non è lineare né irreversibile |
| Business Model Canvas adattato (11 blocchi) | Include «Attrattori e risorse specifiche» e «Network interno» | Meta-organizzativo: descrive l’ecosistema, non una singola impresa |
| Identità Immaginale Territoriale (IIT) | Costrutto sociale di rappresentazioni simboliche, narrazioni e immagini | La DMO come narrative curator, non come autore della storia |
| Marketing mix territoriale | «Influenza senza autorità»: la DMO orienta ma non controlla | Competenze di negoziazione almeno quanto competenze tecniche |
Tavola sinottica - Capitolo 3: Collaborazione ed etica#
| Concetto chiave | Contenuto | Implicazione manageriale |
|---|---|---|
| Capitale sociale (bonding e bridging) | Bonding = coesione interna; bridging = connessione tra gruppi diversi | La DMO coltiva entrambi: bonding nei tavoli settoriali, bridging nelle arene trasversali |
| Social License to Operate (SLO) | Accettazione tacita e dinamica che la comunità concede allo sviluppo turistico | Sistema di early warning; cruscotto di monitoraggio; Rapporto periodico sulla SLO |
| Protocollo di gestione dei conflitti | 3 livelli progressivi: negoziazione diretta → mediazione facilitata → arbitrato vincolante | Il 70% delle controversie deve risolversi al primo livello in un sistema maturo |
| Toolkit di stakeholder engagement | Informazione → consultazione → coinvolgimento attivo → co-decisione | Calibrare il livello di engagement al potere-legittimità-urgenza di ciascuno stakeholder |
| Business case della collaborazione etica | La SLO è un investimento con rendimenti su tre orizzonti (breve, medio, lungo) | Costi del conflitto > costi della governance partecipata |
| Tokenismo | Partecipazione simbolica senza reale trasferimento di potere | Capacity building degli stakeholder deboli come precondizione |
Tavola sinottica - Capitolo 4: Dal SGDM® alla nuova governance#
| Concetto chiave | Contenuto | Implicazione |
|---|---|---|
| SGDM® - Contributi fondativi | Visione sistemica; SVF come strumento diagnostico; critica al marketing rituale; catene di servizio come unità di analisi | Da ereditare nel framework APDG-HARMONY |
| SGDM® - Limite 1 | Sottovalutazione della comunità come soggetto politico; assenza di strumenti per la SLO | Aggiungere il Livello 4 comunitario e i meccanismi di giustizia |
| SGDM® - Limite 2 | Rigidità procedurale (ciclo a 6 fasi) inadeguata alla turbolenza contemporanea | Introdurre sprint strategici e pianificazione adattiva |
| SGDM® - Limite 3 | Centralità implicita della DMO; focalizzazione sulla domanda attuale (SVF) | Policentrismo reale + integrazione analisi domanda potenziale |
| Governance adattiva | Cicli brevi azione-riflessione-aggiustamento; apprendimento a circuito doppio | Superare la pianificazione quinquennale rigida |
| Marketing strategico integrato | Non antitetico alla governance partecipata: ne è componente essenziale | Intelligence di mercato come input; decisioni strategiche come output; accountability come feedback |
| Isomorfismo istituzionale | Tendenza a replicare modelli altrui per legittimità, non per efficienza | Interrogarsi sulla coerenza tra morfologia e contesto specifico |

Tavola sinottica - Capitolo 5: Il framework APDG-HARMONY#
| Pilastro / Elemento | Contenuto | Strumento operativo |
|---|---|---|
| Policentrismo (P) | 4 livelli decisionali: meta-strategico, strategico-operativo, operativo, comunitario | Fondazione di Partecipazione; tavoli trimestrali; matrice decisionale |
| Agilità (A) | Sprint strategici 90 giorni: sensing → planning → esecuzione → review | Decision collegiale scale / pivot / kill |
| Giustizia (J) | Equità procedurale + distributiva come prerequisiti SLO | Protocollo escalation 3 livelli; rappresentanza paritetica |
| Yield olistico (Y) | Valore multidimensionale: economico + comunitario + ambientale + governance | Destination Balanced Scorecard evoluta (7 prospettive) |
| 5 meccanismi di coordinamento | Strutture minime condivise; arene di negoziazione permanenti; sistemi informativi integrati; pooling di risorse; regole di escalation | Dashboard; piattaforme deliberative; fondi comuni |
| Co-creazione (3 livelli) | Esperienziale (visitatore-destinazione); strategico (stakeholder); del significato (comunità-turismo) | Touchpoint co-creativi; Living Lab; salvaguardia IIT |
| 5 strumenti operativi | Sprint strategici; Living Lab; Destination Balanced Scorecard; piattaforme digitali; audit partecipativo | Toolkit adattabile al contesto |
Checklist di applicazione del framework APDG-HARMONY#
Questa checklist è uno strumento operativo per diagnosticare il livello di maturità di una destinazione rispetto ai pilastri del modello. Per ogni voce indicare: 0 = assente; 1 = in costruzione; 2 = operativo; 3 = consolidato.
Pilastro P - Policentrismo
- Sono definiti almeno due livelli decisionali distinti (es. meta-strategico + operativo)
- Esiste una forma giuridica che istituzionalizza la governance multi-stakeholder
- Le decisioni strategiche richiedono maggioranza qualificata (≥ 2/3)
- Sono previsti meccanismi di rappresentanza paritetica per gli stakeholder deboli
- Esiste rotazione delle cariche di governance
- È attivo un forum/assemblea annuale della destinazione
- Il Livello 4 comunitario (residenti, associazioni) partecipa con mandato deliberativo
Pilastro A - Agilità
- La pianificazione usa cicli brevi (≤ 90 giorni) anziché piani pluriennali rigidi
- Esiste una procedura formalizzata di sensing (raccolta dati + ascolto stakeholder)
- Le decisioni tattiche sono soggette a revisione periodica con criteri espliciti (scale/pivot/kill)
- Sono attivi uno o più Living Lab per la sperimentazione
- Esiste un sistema informativo integrato accessibile a tutti i livelli di governance
Pilastro J - Giustizia e legittimità
- Esiste un protocollo formalizzato di gestione dei conflitti (almeno 2 livelli)
- Sono disponibili dati sulla soddisfazione dei residenti (survey periodica)
- Esiste un meccanismo redistributivo dei benefici economici del turismo
- I verbali dei tavoli decisionali sono pubblici e accessibili
- È monitorato un indice sintetico di SLO con soglia di allerta definita
- Esiste un programma di capacity building per gli stakeholder deboli
Yield olistico (Y) - Metriche
- La DMO misura indicatori economici (spesa media, RevPAR, distribuzione geografica)
- La DMO misura indicatori comunitari (soddisfazione residenti, percezione equità)
- La DMO misura indicatori ambientali (carrying capacity, impronta ecologica)
- La DMO misura indicatori di governance (qualità partecipazione, trasparenza)
- Esiste un cruscotto integrato (Destination Balanced Scorecard) accessibile ai tavoli
Punteggio interpretativo: 0–15 = sistema in fase embrionale (priorità: costruzione capitale sociale e istituzionale); 16–30 = sistema in sviluppo (priorità: formalizzazione e strumentazione); 31–45 = sistema avanzato (priorità: consolidamento e apprendimento); 46–60 = sistema maturo.